Ma come fa il barman a non confondersi tra tutti quegli attrezzi strani da cui è circondato?
Come farà a prendere sempre quello che gli serve per preparare i cocktail?
E, soprattutto, cosa sono e a cosa servono tutti quegli aggeggi?
Andiamo un po’ a scavare nell’intimità dei barman o bartender e scopriamo come si chiamano e a cosa servono gli utensili che armeggia per preparare i sui deliziosi e fantasiosi cocktail.
Fondamentale ed essenziale, in particolar modo per chi è alle prime armi, è il misurino o dosatore, necessario per sapere, ad esempio, quale dose di whisky versare per comporre un perfetto Irish coffe. Tra gli strumenti del mestiere, però, quello con cui, nell’immaginario comune, si identifica il barman è lo shaker.
Lo shaker è quello strano bicchiere con apposite coperchio in cui si versano i vari liquidi che poi vengono “scossi” più o meno energicamente, ma comunque con ritmo. Vi ricordate, tra i cocktail e i drink preferiti da personaggi storici e famosi, 007 chiede il suo Martini Cocktail: Agitato, non mescolato; bene in questo caso si usa lo shaker.
Ma non tutti i cocktail devono essere shakerati, alcuni vanno semplicemente mescolati. Per questi tipi di cocktail si utilizza un mixing glass, un capiente bicchiere di vetro con beccuccio, e si mescola tutto con quella specie di cucchiaino dal manico lungo il bar spoon.
Aggeggio, simile ad uno strumento di tortura, che spesso va abbinato allo shaker e che serve per filtrare il liquido nel bicchiere è lo strainer, una specie di colino che si applica alla bocca dello shaker.
Per i cosi detti cocktail pestati, è necessario utilizzare l’apposito pestello, liscio o zigrinato, in base a quello che si deve pestare e a come va pestato. Questi sono i mezzi necessari e più comuni per preparare quei cocktail che tutti noi beviamo la sera nei locali.
[photo courtesy of DOS82]
