Scienza e superalcolici: il caso della vodka e del whiskey
I superalcolici non sono solamente un mezzo ottimale per il nostro divertimento e l’appagamento del nostro gusto, ma sono anche dei compendi alimentari che molto spesso riescono ad entrare in contatto con mondi a loro lontani, in modi che davvero non si pensano essere possibili. Ecco quindi che con stupore ed una certa curiosità ci approciamo alla notizia è che possibile distillare la vodka con il grafene e che dal whiskey è possibile ottenere un biocarburante.In passato avevamo scoperto come alcuni scienziati oltreoceano avessero avuto l’idea di utilizzare l’agave (dal quale si estrae la tequila) come base di un carburante biologico, ma fino ad ora nessuno aveva messo realmente in preventivo l’ipotesi di utilizzare un sottoprodotto della lavorazione di un distillato. Ci hanno pensato gli scienziati dell’Università Napier di Edimburgo che dopo aver provato in laboratorio la possibilità di creare del biobutanolo dal whiskey, hanno ora fondato una vera e propria azienda per rendere la produzione di questo carburante una realtà del settore e non solo una semplice ipotesi.
Spiega il responsabile della ricerca e Ceo della nuova azienda Martin Tangney:
Contrariamente a molte aziende energetiche che puntano su raccolti fatti crescere apposta per generare biofuel, noi puntiamo su materiali di scarto già disponibili.
C’è chi scherzando sostiene che per una volta l’alcol e la guida andranno d’accordo. Come poter sostenere il contrario? Specialmente tenendo conto che rispetto al butanolo normalmente derivante dai carburanti fossili come il petrolio, il nuovo ritrovato “a base di whiskey” è del 30% più potente.
Meno sensazionalistico, ma decisamente conturbante, è stata anche la scoperta di un processo che rende possibile la distillazione della vodka attraverso il grafene, foglietto monoatomico di carbonio, ultimamente oggetto di studi scientifici in merito all’applicazione di nanotecnologia alla medicina. Scherzando su una particolare funzione dell’ossido di grafene, una sua variante “impura”, gli scienziati hanno provato “filtrare” della vodka, scoprendo che la sostanza passava, con il passare delle ore, attraverso un vero e proprio processo di distillazione.
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