Affrontiamo una particolare pratica alcolica che tutti noi, almeno una volta nella vita abbiamo messo in atto. Quella di cambiare a nostro piacimento gli ingredienti dei cocktail per “asservirli” a ciò che avevamo a casa. Talvolta si tratta di voglia di sperimentare, altre di vera necessità dettata dalla mancanza di materia prima. Rimane il fatto che qualche pastrocchio ogni tanto si tenta.
Parliamo prima di tutto della “intercambiabilità” rum e tequila. Non è un assunto praticabile sempre, questo va ricordato. Non solo per la salute del proprio fegato, ma soprattutto per la sanità delle proprie papille gustative. Esse infatti possono sicuramente apprezzare un cuba libre fatto con il distillato d’agave se condito da un po’ di succo di limone, ma sono certa che il risultato non è assolutamente lo stesso se si tenta di fare un mojito con la tequila. O un daiquiri. Ci sono dei must che non vanno toccati.
Avete poi mai provato a fare un tequila sunrise con il succo di frutta multivitaminico? Beh, dovreste provarci. Una bella spruzzata di limone, qualche cubetto di ghiaccio ed il drink è bello che servito. Senza problemi.
Più complicato se avete intenzione di gustarvi qualche shortino al rum e non lo avete in casa. Il mix tequila e pera è assolutamente da evitare, non lascia un buon sapore in bocca. In quantità modiche potete sostituirlo con della vodka, rigorosamente liscia e priva di qualsiasi aroma. Il distillato polacco, per il suo gusto neutro si adatta bene a sostituire i suoi “colleghi” superalcolici.
Ma in questo caso è necessario controllare la gradazione, che potrebbe risultare decisamente più alta rispetto ai cocktail originali.
Vi abbiamo fatto qualche esempio per farvi capire che volendo, se si ha voglia di divertirsi, basta semplicemente avere un po’ di inventiva e capacità di adattamento…unita ad un po’ di rispetto per le proprie papille gustative.