Un cocktail tutto al femminile? Abbiamo la risposta: il Pink Lady. Si tratta di un drink molto particolare, nato nei primi del novecento ed esploso negli anni ’50. Sebbene molto conosciuto non è eccessivamente diffuso per via di un ingrediente speciale utilizzato al suo interno: l’uovo. Ricordate il Vov? Come consistenza siamo su quei livelli. Per il resto… parliamo di sapori aspri e dolci allo stesso tempo, adatti ad ogni modo a sposarsi bene con il gusto femminile.
La base utilizzata per questa “creazione in rosa” è il gin, quindi parliamo di un cocktail corredato da una certa corposità alcolica. Una bevanda dalla quale astenersi se si è alla ricerca di qualcosa dotato di poca gradazione alcolica. Si tratta però della scelta adatta se non si ha paura di calorie in eccesso o di lasciarsi andare .
Il suo colore, rosa pastello, lo rende (e lo ripetiamo) perfetto per un pubblico prettamente femminile, al pari della sua pastosità. Difficilmente si può parlare di vere e proprie varianti di questo cocktail, quanto di un continuo gioco con le quantità degli ingredienti utilizzati che portano ovviamente a differenti combinazioni di gusto e compattezza.
Pink Lady
- 4 cl di Gin,
- 2 cl di Apple Jack (un distillato di sidro)
- succo di limone fresco
- sciroppo di granatina
- albume d’uovo
Questa è la ricetta originale del drink che può contare su una curiosità storica. La ricetta è molto simile al Clover Club, creato in un club di soli uomini a Philadelfia, dove al posto della granatina e del sidro veniva utilizzato lo sciroppo di lamponi. Per prepararlo basta versare in uno shaker gli ingredienti con un po’ di ghiaccio sminuzzato e filtrate il tutto in una coppa da cocktail.
Gennaro Florio, il noto barman, ne ha messa a punto una sua personale versione.
Pink Lady (Gennaro Florio)
- 4 cl di Gin,
- 2 cl di Calvados
- succo di limone fresco
- sciroppo di granatina
- albume d’uovo
Il procedimento è essenzialmente quello tradizionale, senza la parte riguardante il ghiaccio.