A quanto apre il Negroni, cocktail da sempre molto apprezzato in ogni parte del mondo, si candida ad essere il protagonista dell’estate, e di conseguenza dell’intero anno. Come è nata questa riscoperta passione per questa bevanda alcolica? Tentiamo di scoprirlo insieme.
Un punto fermo in tal senso sembra essere rappresentato dal rinnovato interesse che i maggiori intenditori e le maggiori autorità in fatto di superalcolici hanno dimostrato mettendolo al centro di alcune manifestazioni del settore, appositamente create per dare il via ad una nuova stagione di consumi.Tra di esse, la più vicina a livello cronologico e la più interessante per le “trasformazioni” alle quali il Negroni sarà sottoposto, il
Cocktail Gala Kicks Off Five-Day Booze Party, all’interno dell’evento Manhattan Cocktail Classic che si terrà il prossimo 17 maggio a New York. Nell’ambito di questa manifestazione verrà infatti chiesto ai migliori barman della città di cimentarsi nella creazione di differenti versioni del cocktail.
In attesa di raccontarvi come andrà l’evento, ripercorriamo un po’ la sua storia. Il Negroni ha sempre dimostrato, fin dalla sua creazione di essere estremamente apprezzato, in particolare come aperitivo.
Tutto nasce a Firenze, al Caffè Casoni, un luogo di ritrovo per l’aristocrazia del luogo. Il barman Fosco Carselli, ogni giorno serviva al conte Camillo Negroni un Americano, un drink molto diffuso e tutt’ora apprezzato composto da Cinzano, Vermouth, e il bitter Campari. Il tutto allungato con una spruzzata aggiuntiva di Seltz.
Con il passare del tempo però il nobile sentiva il bisogno di qualcosa di più forte. Deciso a non cambiare i propri gusti suggerì all’uomo di rafforzare il suo drink togliendo il selz ed aggiungendo il gin, liquore inglese che il conte aveva scoperto nelle sue scorribande londinese.
Il cocktail così composto piacque molto a Negroni ed agli altri avventori del locale che decisero di comune accordo di dargli il nome del nobile.
