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Mixologia Molecorare: i cocktail molecolari

 
Benedetta
18 luglio 2011
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Dopo la cucina molecolare … ecco la mixologia molecolare! Se anche voi come me siete particolarmente attratti da i cocktail e adorate sperimentare qualche nuovi sapori , è forse tempo di conoscere la nuova branca della chimica, la mixologia molecolare, che crea nuovi sapori e materiali sulla base della biologia molecolare.

Questa nuova sperimentazione, è una branca della biologia che studia la struttura e l’espressione dell’informazione genetica a livello molecolare.

Lo scopo della di questa branca della biologia e della chimica è la regolazione della densità del vapore, utilizzo di sofisticate tecniche per l’essiccazione o il raffreddamento istantaneo, il controllo degli stadi del processo di caramellizzazione, la messa a punto di schiume e gelatine in grado di influenzare aspetto, aroma, sapore e la consistenza di un alimento o di un cocktail, ed infine la creazione di sapori e consistenze nuove in cucina.

E’ giusto notare che, i risultati dell’applicazione questa disciplina sono stati, l’aggiunta diretta di anidride carbonica ai cocktail alcolici, in modo da non aggiungere una bevanda gassata o acqua minerale contenente CO2, inoltre si avvale dell’utilizzo di azoto liquido per il raffreddamento omogeneo dei sorbetti.

Eben Freeman, uno dei creatori di cocktail molecolari grazie all’applicazione di metodi scientifici della mixologia, ha definito il futuro del cocktail Mojito, difatti al famoso cocktail ha provato ad aggiungere l’alginato di sodio che è un polisaccaride naturale, con proprietà gelificanti derivate dai componenti delle alghe, che a contatto con il calcio secerne un gel del quale si può controllare scientificamente la densità. Nel Mojito di Freeman, la menta e il lime sono stati inglobati, attraverso l’azoto liquido, in corpuscoli sferici trasparenti da aggiungere agli altri ingredienti del Mojito, ossia il rum bianco, zucchero e acqua.

Gli amanti della tradizione, ossia i puristi del cocktail Mojito temono per la salvaguardia dell’integrità delle foglie di menta, difatti la frantumazione delle foglioline rilascerebbe nel cocktail gli oli essenziali della menta troppo esagerati.

Il Mojito di Freeman è un cocktail molecolare dall’aspetto scenografico, e sapore e consistenza deliziosi.

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