Bloody Mary: ricetta ed approfondimenti
Oggi torniamo a parlarvi del Bloody Mary, non solo suggerendovene la ricetta originale, ma tornando a parlare delle sue origini. In quanto a storia, se si potesse fare un raffronto con un dolce, questo drink spettacolare a base di vodka potrebbe essere paragonato ad un millefoglie: più si va avanti nel conoscerlo e più curiosità sul suo conto si scoprono. Al punto che quella che lo vuole ispirato a Mary Pickford, regina del cinema muto, è davvero la più semplice e forse meno veritiera.
Il Bloody Mary ha l’innata capacità di riunire in sé non solo la bontà della vodka e lo speziato della salsa Worchester e del tabasco, ma anche un apporto straordinario di vitamina grazie al succo di pomodoro. Sapevate che la sua variante analcolica, quindi senza l’apporto della vodka è chiamata Virgin Mary? Come già anticipato, in fatto di tradizioni e storia questo cocktail è una vera “pentola” ricolma di sorprese.
Le sue origini infatti sono ciò di più controverso possa essistere nel mondo dei superalcolici. Nella nostra presentazione vi parlammo dell’articolo di Lucius Bebe “This New York”. Si tratta della prima traccia tangibile della esistenza di questo cocktail, che lo volle creato dall’attore George Jessel , molto famoso negli anni 30 e nuovamente sulla cresta dell’onda dagli anni ‘60 fino a qualche anno dalla sua morte. Secondo l’articolo l’idea di unire succo di pomodoro e vodka nacque da lui, e lo stesso non fece molto per screditarla.
Gli estimatori del drink pensano al contrario che il Bloody Mary sia una invenzione del bartender francese Fernand Petiot nel periodo in cui divenne il capo barman presso il King Cole Bar del St. Regis Hotel di New York. Data la fama acquistata negli anni dall’uomo, ed i presidenti Usa da esso serviti per fama, sembra essere l’ipotesi più verosimile.
Ciò che rimane innegabile, a prescindere dalle diverse sfumature ed interpretazioni di questo cocktail è decisamente la sua bontà. Prima di darvi la ricetta abbiamo un ulteriore storia per voi. Petitot, prima di utilizzare il nome Bloody Mary da tutti conosciuto, provò a “pubblicizzarlo” come Red Snapper (capite ora perché la versione italiana viene chiamata “Balsamic Snapper”?, n.d.r.). Dovette lasciar perdere, la clientela richiedeva solo ed esclusivamente il Bloody Mary.
Bloody Mary
- 3/10 di vodka
- 6/10 di succo di pomodoro
- 1/10 di succo di limone
- una goccia di Tabasco
- 2 gocce di salsa Worcester
- sale
- pepe
- sale di sedano
La preparazione è molto semplice, basta inserire uno dopo l’altro gli ingredienti nel tumbler insieme al ghiaccio e si decora con un gambo di sedano. Una sua variante del 1955 lo vuole con questi ingredienti : 1/3 di vodka ghiacciata, 2/3 di succo di pomodoro, 2 gocce di Angostura Bitter, il succo di mezzo limone, e poco ghiaccio.
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[...] Dopo queste curiosità, passiamo alla ricetta vera e propria del cocktail Bloody Mary. [...]